ROA - Radiazioni ottiche artificiali

Alle radiazioni ottiche si associa quella porzione dello spettro elettromagnetico che va dall'ultravioletto (UV) all'infrarosso (IR), passando per il visibile (VIS). Le radiazioni ottiche possono essere prodotte sia da fonti naturali che artificiali. La sorgente naturale per eccellenza è il sole che, come è noto, emette in tutto lo spettro elettromagnetico. Le sorgenti artificiali, invece, possono essere di diversi tipi, a seconda del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso (coerente o incoerente). Per quanto riguarda lo spettro di emissione, oltre all'ampia gamma di lampade per l'illuminazione che emettono principalmente nel visibile, esistono lampade ad UVC per la sterilizzazione, ad UVB-UVA per l'abbronzatura o la fototerapia, ad UVA per la polimerizzazione o ad IRA-IRB per il riscaldamento.

Tutte le precedenti lampade emettono luce di tipo incoerente, mentre, nel caso dei laser, si è in presenza di sorgenti monocromatiche (una sola lunghezza d'onda), con fascio di elevata densità di energia, altamente direzionali e, appunto, coerenti (la fase di ciascun fotone viene mantenuta nel tempo e nello spazio). La possibilità di focalizzare un fascio di questo tipo anche a grandi distanze impone un certa cautela nell'utilizzo dei laser e, in molti casi, l'obbligo di adeguate misure di protezione per coloro che ne possono venire a contatto. Da qui la necessità di suddividere i laser in 4 classi, che vanno dalla classe 1, in cui non è pericolosa l’osservazione prolungata e diretta del fascio, alla classe 4, in cui è pericolosa anche l’osservazione della luce diffusa da uno schermo.

I principali rischi per l'uomo derivanti da un'eccessiva esposizione a radiazioni ottiche riguardano essenzialmente due organi bersaglio, l'occhio in tutte le sue parti (cornea, cristallino e retina) e la cute.

Come per le radiazioni ionizzanti, i danni procurati a tali organi possono avere un ben preciso rapporto di causa-effetto, cioè è possibile stimare una dose soglia affinché il danno si manifesti (effetto deterministico), oppure può non esserci una correlazione tra causa ed effetto ed allora si parla di effetto stocastico. Non tutte le lunghezze d'onda appartenenti alle radiazioni ottiche, inoltre, hanno gli stessi effetti su occhio e cute.

Nel caso in cui la sorgente luminosa sia rappresentata da un laser, gli effetti sopra riportati risultano, nella maggior parte dei casi, amplificati e spesso irreversibili. Questo è dovuto alle caratteristiche che un fascio laser possiede. Anche per questo si parla spesso di rischi indiretti da laser, come incendi ed esplosioni. Un discorso a parte meritano le sorgenti (laser o non) di luce blu (380-550 nm) e quelle di IRA. Entrambe queste lunghezze d'onda vengono focalizzate dall'occhio e pertanto contribuiscono alla dose assorbita dalla retina. La luce blu viene spesso sottovalutata in quanto appartenente allo spettro di luce visibile e quindi erroneamente considerata "sicura". Le sorgenti di IRA, invece, pur giungendo fino alla retina, risultano "invisibili" e quindi, in presenza di una loro forte intensità, non vengono minimamente ostacolate da quei meccanismi istintivi come il riflesso palpebrale o quello di allontanamento.

 

Casi che non richiedono misurazioni

Risultano giustificabili secondo il comma 3 dell’art. 181, tutte le sorgenti i cui effetti negativi sulla salute possono essere ragionevolmente esclusi. Con riferimento alle apparecchiature sono giustificabili quelle che risultano classificate secondo la UNI EN 12198:2009 come categoria 0. Con riferimento alle lampade (LED compresi) l’automatica conformità si ha per quelle che risultano classificate secondo la norma CEI EN 62471:2009 come esente (esempi sono: illuminazione standard per uso domestico e di ufficio, monitor dei computer, fotocopiatrici, segnalazioni luminose e inoltre sorgenti a queste analoghe, nelle medesime condizioni di impiego, anche in assenza della suddetta classificazione). Sono giustificabili poi, tutte le sorgenti laser di classe 1 e 2 (non 1M o 2M, o classi 1 o 2 che contengano laser di classe superiore).

Casi che richiedono misurazioni

Tra le sorgenti di ROA che richiedono una valutazione del rischio approfondita troviamo:

archi elettrici di saldatura

lampade germicide

lampade per fotoindurimento di polimeri

“luce nera” impiegata nei controlli non distruttivi

lampade/LED per fototerapia

lampade ad alogenuri metallici

lampade scialitiche da sala operatoria

lampade abbronzanti

fari di veicoli

lampade per usi speciali classificate 1, 2 o 3 ai sensi della CEI EN 62471:2009

corpi incandescenti

lampade per riscaldamento a incandescenza

apparecchi a luce impulsata per uso medico o estetico

tutti i laser nelle classi 1M, 2M, 3R, 3B e 4 (nuova classificazione) o 3°, 3B e 4 (vecchia classificazione)

 

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