RIFASAMENTO

Si definisce “rifasamento” , un provvedimento atto a migliorare il fattore di potenza (cos) di un carico in un punto della rete, in modo da ridurre, a pari potenza attiva trasportata, il valore della corrente circolante sulla rete. Rifasare significa pertanto diminuire la potenza reattiva assorbita dal carico o che attraversa una determinata sezione della rete, fino ad annullarla in corrispondenza di cosfi =1. Al fine di ridurre la circolazione dell’energia reattiva lungo le proprie linee elettriche, gli enti distributori impongono un limite inferiore al fattore di potenza del carico, addebitando all’utente un corrispettivo per ogni kVARh prelevato, nel periodo di fatturazione, oltre un valore pari al 50% dell’energia attiva prelevata nello stesso periodo (per alcune utenze il corrispettivo per ogni kVARh può essere diverso per prelievi oltre il 50%). Per non pagare queste penali per il prelievo di energia reattiva viene richiesto un valore minimo di cosfi > 0,900.

PERCHÉ RIFASARE
I costi aggiuntivi conseguenti al mancato rifasamento, sono talmente elevati da determinare mediamente un rientro dell’investimento per l’impianto di rifasamento, nell’arco di 12/15 mesi: pochi investimenti hanno tempi così brevi. D’altronde i condensatori elettrici sono una delle fonti di risparmio più economiche attualmente conosciute, in grado di far risparmiare sia l’ente distributore, sia l’azienda che ne decide l’uso. Il rifasamento proponendosi lo scopo di diminuire le perdite di energia e le potenze apparenti a cui proporzionare macchinari e le linee elettriche, determina una razionale utilizzazione dell’energia elettrica, riducendo l’effetto delle correnti magnetizzanti dei carichi come motori, lampade fluorescenti, trasformatori, ecc., e le perdite per effetto joule nei cavi e nei dispositivi (interruttori, trasformatori) presenti sul sistema di trasporto dell’energia.

MODI PER EFFETTUARE IL RIFASAMENTO
Rifasamento distribuito: rifasamento fisso, condensatori installati a ridosso dei singoli carichi e dimensionati per la potenza reattiva necessaria. Considerando che l’effetto dei condensatori si risente a monte del punto d’installazione, risulta la soluzione ideale per compensare elevate correnti induttive, ma il costo dell’installazione e la variabilità delle condizioni di lavoro dei carichi rendono questa scelta costosa e difficile da attuare.

Rifasamento gruppi di carichi: impianti automatici di piccola taglia, garantiscono il rifasamento di più utilizzatori, seguendone la richiesta di energia reattiva. Per aziende che hanno utilizzatori di elevata potenza, la scelta di rifasare localmente i grossi carichi e centralmente la potenza rimanente, risulta di solito la soluzione tecnico-economica più vantaggiosa. Tale soluzione, che lascia non compensati i cavi dei singoli carichi, è talvolta inattuabile in quanto risulta fortemente legata alle caratteristiche dell’impianto.

Rifasamento centralizzato: installazione di un unico quadro automatico, tipicamente in corrispondenza del trasformatore o del punto di consegna dell’energia, risulta la soluzione più utilizzata, la più economica oltre che la più semplice da attuare. È ideale per aziende di piccola e media dimensione, anche se in questo caso le linee elettriche interne allo stabilimento non risultano alleggerite dal contributo di potenza reattiva fornito. Il grosso del risparmio per l’utilizzatore è indirizzato esclusivamente all’eliminazione delle penali presenti sulle bollette.



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